Pensieri

#Cominciaora

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Un anno fa di questi tempi cominciava la mia avventura elettorale e politica. Decidere di candidarmi è stato un attimo, uscire dal tunnel ci ho messo un anno. Scherzo, ma solo in parte. I processi della politica ed i tempi della politica sono talmente distanti dal quotidiano che si fa fatica a ritornare alla normalità.

In realtà è stata una splendida avventura, che sono felice di avere vissuto, ma che sono certo non rivivrò mai più. Le ragioni sono tante e complesse alcune di carattere personale, altre di carattere generale, e magari un giorno ne scriverò in dettaglio.

Ho deciso di riprendere questo blog, che era nato per la campagna elettorale e che ho usato molto poco, travolto dai tempi rapidi dei social network. In realtà la decisione di avviare il blog parte proprio da questa riflessione, ovvero il fatto che i ritmi e la struttura dei social divorano tutto senza lasciare il tempo ad una riflessione ed un approfondimento. Avrei voluto cambiare nome all’indirizzo web, l’idea di un blog a mio nome mi pare eccessiva, ma era troppo oneroso e faticoso. Resterà così, in omaggio al mio narcisismo.

Nel riprendere il blog ero incerto se cancellare le tracce della mia esperienza da candidato. Il dubbio mi è venuto riflettendo su una cosa che mi è successa recentemente: nel corso di un incontro pubblico sul fiume Oreto, al cospetto di tanti rappresentanti politici ed istituzionali sono intervenuto da tecnico per dire la mia sul percorso a mio avviso più concreto per raggiungere l’obiettivo, sulla carta condiviso da tutti: la realizzazione del parco dell’Oreto. All’incontro sono stato abbastanza nervosamente contestato, per poi capire che la ragione del nervosismo e delle contestazioni non erano nel merito di quello che dicevo, in pochi ascoltavano, ma erano dovuti alla mia appartenenza politico/elettorale. Sebbene la candidatura risalisse ad oltre un semestre addietro non ero più il tecnico che credevo di essere, del quale ascolti le parole per comprendere se e come ti possono aiutare. Ero agli occhi degli ascoltatori un politico, con l’aggravante di esserlo stato in quell’ambito molto odiato dalla politica tradizionale che genericamente è etichettato come populismo.

Per farla breve in quel contesto avevo suggerito di concentrarsi su chi dovesse operare, in che modo e con quali risorse, per poi definire successivamente gli strumenti più adeguati sul fronte operativo. Niente di particolarmente brillante ne sovversivo a mio avviso.

Ho comunque superato le mie ritrosie e deciso di mantenere il blog per com’era, riorganizzando le categorie dei contenuti, ma lasciando gli interventi elettorali, che trovate nella voce Elezioni 2017 e nelle interviste video, ed in generale tutti i post fino a novembre 2017.

Ho deciso di farlo perché in realtà sono cose di cui sono convinto. Non ho mai avuto una tessera di partito, e la mia partecipazione nelle fila del Movimento 5 Stelle è stata quella di un cittadino e di un professionista, che dà il suo contributo senza schemi ideologici preconfezionati. Sono pensieri miei, che sbaglierei a non rivendicare come tali solo perché espressi sotto un qualunque marchio più o meno populista.

Il senso di questo post è anche per dare contezza che la fase elettorale e politica della mia vita la considero conclusa. Ho deciso di non candidarmi per un posto il lista alle nazionali nello scorso marzo, e so per certo che è estremamente improbabile che possa succedere nuovamente. Torno cittadino con il mio spirito critico rivolto in qualunque direzione sia utile. Ma torno a farlo facendo i conti con questa esperienza politica, sia rispetto le idee che ho maturato sul fare politica, sia metendo in conto che qualche politico idiota preferirà considerarmi un avversario populista piuttosto che un interlocutore con competeze che può essere di aiuto. Non è un problema mio in ogni caso.

Su questo blog intendo mantenere come ho sempre fatto in questi anni uno sguardo acceso sulla città che abito, sulle cose che vedo e penso, ma intendo altresì aprire una rubrica più tecnica sui temi del marketing e della comunicazione a me da sempre cari e fortemente connessi al mio lavoro, e credo oggi particolarmente determinanti. Ho sconfinato nel mondo della politica per un anno, questo mi offre inoltre un punto di vista diverso sulle cose, un punto di vista che intendo usare in aggiunta agli altri.

Una idea di fondo di questo mio blog è che non intende inseguire nessun obiettivo di mercato, non sono alla ricerca di lettori, non mi interessa produrre pagine viste. Mi piace l’idea di uno spazio aperto al confronto, ad un ritmo più lento di quello offerto sulle piattaforme social, e possibilmente ragionato.

A proposito, sono passati mesi e quell’incontro di cui riferivo ha dato vita alla creazione di un tavolo tra istituzioni. A che mi risulti sono ancora tutti seduti in tondo a parlare. Spero che la politica e della politica non resti solo questo.

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